Ci penso.
Ieri mattina ho ricevuto una strana telefonata.
Indispensabile preambolo: 9 anni fà, ho subito un ricovero in un ospedalaccio a Pavia, per 15 giorni di riabilitazione. Qui ho conosciuto molte persone e poichè sono un tipo piuttosto comunicativo, ho cercato di rendere meno terrificante quel ricovero creando un gruppetto di degenti eterogeneo, per provenienza geografica, patologica, anagrafica e culturale, ma omogeneo in quanto a voglia di uscire di lì al più presto.
All'interno di questa ghenga di "desperados", c'era anche una ragazzina, io la credevo tale, 18 anni o giù di li, che doveva fare una complicata operazione ad una gamba, per riportarla dritta, era inserita storta a livello dell'articolazione dell'anca e ciò la costringeva sulla sedia a rotelle.
Una signora quarantenne ammalata di SLA, che con lei condivideva la stanza, mi fece notare che la "ragazzina", aveva 28 anni.....in realtà era un pò lenta, ma non proprio ritardata.
Tornata a casa ho mantenuto un pò di rapporti epistolari e telefonici con alcuni di loro, poi ci siamo inevitabilmente persi tutti.
Bene, torniamo a ieri. Alle 11 squilla il telefono e una voce un pò impastata mi dice: "Ciao Silvia, sono S. dell'ospedale, ti ricordi di me?", ci ho messo un pò a capire chi fosse, ma alla fine ci sono arrivata.
La povera fanciulla mi ha raccontato con accorata disperazione la sua difficile situazione, una madre ossessiva e prepotente, bigotta e despotica, le sorelle che la ignorano, un amore naufragato prima ancora di sbocciare e la sua voglia di vivere, di esprimersi , il tutto esposto con lucidità e frutto di una analisi che mi fanno pensare che non sia affatto "lenta". L'unico neo che mi ha fatto un pò riflettere, è stata la sua richiesta di presentarle qualche ragazzo che volesse uscire con lei. Naturalmente le ho fatto notare che sono più grande di lei e frequento gente troppo grande per lei, che abitiamo lontane, non nello stesso paese, come sarebbe possibile? Ho cercato di consigliarla per l'incontro che avrebbe avuto ieri con l'assistente sociale, insieme con sua madre, proprio per parlare dei loro rapporti burrascosi.......pensate che mi ha detto che se dissente dalle opinioni materne, questa minaccia di farla interdire. Eppure questa ragazza lavora, quando parla è lucida.....boh.....non sò che pensare.
Mi ha chiesto se può telefonarmi ancora per parlare, perchè dopo la nostra conversazione stava meglio ed io ho, naturalmente, acconsentito.
Ed ora il dubbio mi invade.....sarà vero ciò che mi ha raccontato o è solo il frutto di una mente un poco disturbata? La madre l'ho conosciuta in ospedale, una donna autoritaria e ruvida, arida e brusca, la cosa che mi colpì, fu che avevano fatto credere a questa ragazza che era "diventata così", dopo una caduta sul pavimento tirato a cera.........patetica bugia, retaggio antico che un figlio nato "diverso" è una vergogna da nascondere.
Credo che l'unica cosa da fare, sia quella di aspettare la sua prossima mossa, se mi vorrà chiamare e cosa mi dirà........
Onestamene sono un pò spiazzata..........bye!





