martedì 3 marzo 2009

Aquila o albero?

Se fossi l'aquila che volteggia sopra il paesaggio soffocato e celato dalla nebbia, vorrei tuffarmi nella sua umidità per sapere cosa si nasconde sotto.
La paura di quei brevi istanti di rapida cecità, non mi ostacolerebbero il tuffo.
Se fossi l'abero, fisso ed immobile, scheletrito e nudo, che è confinato, per sua stessa natura, ad osservare silenzioso, mi consumerei nell'oblio del rimpianto della conoscenza.
Aquila o albero?
Ognuno di noi ha una diversa natura, una sensibilità che è differente a seconda delle situazioni e delle persone che si trova ad affrontare.
Se una cosa s'infila nel mio cuore, non è la nebbia o il timore di non riuscire a riprendere quota, che frenano il mio volo, l'esigenza di amare è più violenta della paura dell'ignoto.
Certo, lasciarsi coinvolgere può toccarci l'anima e lasciare segni profondi, graffi e ferite che potrebbero non guarire.
L'immobilità è più comoda, più prudente, ma ti regala poco, nel bene e nel male.
Aquila o albero?
Io ho già scelto ed anche se sò che mi rovinerò un poco le penne, ne uscirò comunque migliorata, il rischio lo corro consapevole.
L'immobilità o, peggio, la fuga, mi sgomentano.

5 commenti:

Minu ha detto...

aquila senza ombra di dubbio
per volare alto e per potere afferrare la passione tra i miei artigli

Emi ha detto...

io sono un po' aquila e poi mi spavento e torno albero immobile, per soffrire meno, anche se so che vivere davvero vuol dire provare emozioni, e provare quelle belle ripaga del fatto di aver vissuto anche quelle meno belle.
spero di trasformarmi in un'aquila forte:)...prima o poi...speriamo prima che poi:)

Donnachenina blog ha detto...

Cara Syl-vietta, ero passata solo per salutarti che oggi vado a casa di Silvia a risollevarla un po' delle sue faccende...e cosa trovo?
Trovo questo tuo post che è molto di più di una poesia...hai scritto delle cose davvero profonde...mi stammo facendo partire con dei paralleli che neanche che hai una idea...sto leggendo un libro da due giorni che non riesco proprio a mollare, e che alla fine di cosa parla "del sentire" e "dell'amore" ma non certo quello che a volte tutti scvambiano per amore e invece ...non saprei nemmeno io cone definirlo...
Ma non mi voglio fissare su cosa isa per gli altri l'amore e di come lo vivono, ho umiltà in questo e alla fine riconosco che anche meravigliarsi di certe cose è indice di poco amore...è meglio concentyrarsi su cosa vogliamo noi dal nostro "amore", piuttosto che osservare cosa ne fanno gli altri...è già così difficile..
e inevitabile però per chi sente in una certa maniera...
Gtazie Syl-vietta di questo tua condivisione di riflessioni profonde
ora ti auguro buona giornata e tu lascio un saluto affettuoso
Ciao
Franca

parolearia ha detto...

Aquila forever !!! ti adoro
ginopò

Anonimo ha detto...

Sono d'accordissimo con te ,d'altra parte se così non fosse come potremo avere tutt'e due lo stesso gruppo sanguigno? Scerzu ovviamente,Anche in questo caso poni dei quesiti sul senso della vita che necessiterebbero delle risposte ben più articolate,te ne darò un che riassume un po tutte le altre:L'Aquila può fare sull'albero tutto ciò che vuole ,dal nido alla cacca,L'albero deve suo malgrado subirla:Ovviamente con tutta la filosofia che ci sta dietro.Baci BabboIo comunque amo l'aquil....